Addio, Mister Ronconi, tenace, determinato, coraggioso Roscio

L'allenatore juniores dell'Albalonga è stato colto da infarto mentre era alle Figlie di San Camillo a Roma. Tanti i messaggi su Facebook, commossi, partecipi e sentiti

3171
3171

Mi sa che sto invecchiando, con tempi inclementi. E’ da ieri sera che sto pensando a Mister Fabio Ronconi, al “Roscio”, alla persona prima, al tecnico dell’Albalonga, poi. E, specialmente, ai suoi familiari. Che dovranno vivere tutto il resto senza una persona amata e un punto di riferimento, e patirne l’assenza fisica e della voce, dell’amore e dei consigli.

Quando se ne va uno dello stesso ambiente c’è un momento in cui reputo sia meglio stare in silenzio, anche se prolungato, capace di stordirmi. Ma nessuno può rimanere insensibile e anche ammirato, dai messaggi che su Facebook sono stati dedicati a lui da tanti giovani colleghi allenatori, ragazzi, perlopiù, o suoi conoscenti e qualche amico con i quali ha avuto a che fare nelle società in cui ha dato la sua opera tecnica e la sua passione sportiva.

Il ragionamento diventa riflessione pura se pensi che se ne è andato a 54 anni, con tante cose ancora da dire e da fare; e questo ti fa apprezzare, una volta di più, la vita e le piccole cose che sembrano limitate o non generose solo a chi è miope o distratto.

Ronconi non era un diplomatico, come ha scritto qualcuno come tutti i rosci: era deciso e tenace, coerente fino al midollo e voleva parlare solo di calcio senza sotterfugi o cose differenti dalle vicende agonistiche. E quando rasenti o rappresenti una certa costanza di pensiero qualche avversario in più te lo fai o te lo crei, perché senza grinta e senza “nemici” quelli di carattere, di forte carattere, non campano un granché bene.

Dispiace, pensando ai familiari, dispiace pensando che stava cercando di migliorarsi anche sul piano della tenuta salutare, ed era andato alle Figlie di San Camillo perché non si sentiva bene. Un infarto se lo è portato via, lo ha strappato a moglie e figli, altri parenti e agli affetti degli amici. Il primo, fisso pensiero è per i familiari, da ieri sera, nel rammentare una persona così determinata, così vitale, così innamorato delle cose che faceva.

Il calcio e l’Albalonga perdono un impegnato e bravo tecnico, per il resto.

Purtroppo fugace, caro Mister, ma è stato un piacere, anche scambiare qualche parola.

In this article

Lascia un commento