Girone A: Gruppo di testa compatto

Delle battistrada convince a pieni giri, soltanto il Ladispoli: 3-1 all'Almas. Tanto equilibrio ma anche tanti cambi per infortunio (vedi pagina dei tabellini)

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LADISPOLI ESULTANZA

La qualità del girone A viene confermata dalle concomitanti vittorie di quattro delle protagoniste delle prime 12 giornate. Superato un terzo del torneo la domenica precedente, va a bersaglio in maniera convincente la sola Ladispoli, sul campo dell’Almas, dove una formazione quadrata, quella di Andrea Durante, era riuscita a riprendere la parità dell’incontro coi giocatori di Claudio Solimina. Bravi, nella bagarre dell’agonismo, a ricostruire un minimo vantaggio, con Razzini, e a rimpinguarlo prima del rettilineo finale, con Tabarini. Il Tolfa passa di misura, non senza soffrire, al “Leprignano” di Capena, con una rete di Martorelli, segnata al 47’ del primo tempo, dinnanzi a una Boreale che ha saputo giocare alla pari nonostante la convivenza, purtroppo continua, con diverse assenze per i vari acciacchi patiti dalle sue coraggiose matricole. La compagine di Furio Fischer e mister Guido Rossi si conferma un’avversaria tutt’altro che facile da affrontare: l’altra metà del ragionamento vede premiato il lavoro di Mario Bentivoglio e dei suoi alfieri biancorossi anche quando essi sono messi a dura prova lontano dal “Felice Scoponi”, tanto che proseguono la loro bellissima favola di fianco alla illustre condomina ladispolana.

Nel dettaglio dell’incontro dello stadio “Arnaldo Fuso” il Ladispoli ha ottenuto un successo con una squadra orgogliosa e lo ha fatto, pur se Federici non ha girato a pieni giri tra i biancoverdi, con le assenze di capitan Bacchi, Ponzio (aspettando Godot, avrebbe detto l’Avvocato Gianni Agnelli…) e Vincenzi, e con Chessa, portiere, che si ferma appena prima di scendere in campo per un infortunio. All’11’ Empoli prova una botta dalla distanza che colpisce la traversa ed esce fuori. Al 16′ sfiora la rete Toscano da distanza ravvicinata ma la sfera esce di poco. Al 17’ Tabarini, il migliore in campo, prova la conclusione in diagonale, il portiere non trattiene e, di rapina, Toscano mette dentro l’1-0. La risposta è tutta in un tiro di Colasanti su punizione ma Marini è determinante: palla in corner. Nella ripresa i rossoblu ci provano al 3′ con Empoli che serve Gravina, palla dentro per Toscano che manda fuori di un soffio. Al 5′ occasione per l’Almas: Colasanti attende troppo per tirare e si fa deviare la sfera da Razzini sul fondo. Al 12 l’Almas conquista un rigore per fallo di un Razzini fin troppo irruento: dal dischetto Colasanti spiazza Marini: 1-1. Qui esce fuori la grande squadra che è il Ladispoli: al 18′ punizione a girare di Cerone e Razzini riscatta il precedente errore segnando il nuovo vantaggio tirrenico. Alla mezz’ora Tabarini trova il gol ma l’assistente alza la bandierina per fuorigioco. Al 37′ Tabarini, seconda grande partita di fila, terza dall’inizio dell’anno, parte da centrocampo e in diagonale spiazza il portiere avversario per il 3 a 1 finale.

Anche il Monterosi non ha convinto più di tanto, se pensiamo al primo tempo in cui l’Atletico Vescovio ha chiuso tutti i varchi, dimenticando come i biancorossi di Giacomo Galli avessero pagato un prezzo, sul piano disciplinare, alla sconfitta interna incassata davanti al pubblico amico sette giorni prima. Nonostante questo i ragazzi del presidente Stefano Vaccari se la sono giocata alla pari con una grandissima squadra, che, priva di Pippi, in panchina, ha visto spesso Fanasca non servito o mal messo in condizioni di nuocere. La rete decisiva sarebbe arrivata su rigore (giusta l’assegnazione) nel corso della ripresa, finalizzato da Maestà, che pure per un’oretta buona non era il solito, lucido costruttore di superiorità numerica e gioco che ci ha abituato da diverse stagioni. L’1-0 del “Marcello Martoni” concede ai calciatori di D’Antoni, consapevole delle cose da aggiustare, di confermare la minima distanza dal vertice. Come del resto ha fatto il Città di Fiumicino, passato con uno striminzito 1-0 al “Comunale” di Tor Lupara, rete di Di Fiandra nel primo periodo, con la squadra di Scudieri che resta a -3 da Ladispoli e Tolfa (26), a 2 dal Monterosi. Va anche detto con il Fonte Nuova visto nella seconda parte ha mostrato tanta buona volontà ma non la precisione dei giorni migliori.

Confermano la bontà dei loro organici le dirimpettaie del “Torlonia”, Cre.Cas. e Vigor Acquapendente, che fanno 1-1, con la rete di Collacchi all’11’ e di Del Giusto al 45’. Da sottolineare la maniera ingenua di farsi cacciare di Barbarella che, a palla uscita (60’), riesce a dare uno spintone a Gallaccio che rivendicava non si sa bene cosa, venendo espulso e lasciando i gialloblu di Riccardo Fatone in 10 contro 11 in un momento non solo della singola partita delicato, ma anche del campionato, visto quanto di ottimo fatto, per il secondo anno consecutivo, dalla compagine acquiesana.

Che non sia un’edizione dell’Eccellenza semplice lo confermano i risultati provenienti dagli altri campi, mai rotondi, tutti risicati, nelle differenze: il rumoroso 2-1 del Montefiascone sul La Sabina, partita nel finale anche ruvida; l’ingeneroso esito del 2-1 del Fregene sulla generosa e volenterosa Pro Calcio Tor Sapienza, che pure aveva mostrato un buon approccio alla sfida del “Paglialunga”. Il 2-0, non solo inclemente, nei confronti del Monterotondo, ma che premia oltremodo il Civitavecchia, che dall’81’ in avanti, segna due volte, Petricca e (88’) Scerrati, di fronte ai gialloblu che avrebbero meritato ben altra sorte, per quanto visto in campo. Il nostro taccuino ci suggerisce che, una volta reintegrato Luciani, il nuovo timoniere neroazzurro, il figliol al prodigo (…) Gianluigi Staffa, ha richiamato in rosa – mica no! – l’utile Tartaglione. Questi, risolti i problemi di lavoro, è chiamato, tuttavia, dopo tre settimane forse quattro, di latenti giri del motore, a tornare, quanto prima, in condizione, per cercare di contribuire alla causa della “Vecchia”. Di questi due aveva fatto a meno il ragionier Amici, con disinvolta facilità. Una nota a parte la meritano i diversi acciacchi cui hanno dovuto fare fronte sia Staffa che Liberati già nel primo tempo (vedi la pagina dedicata ai tabellini, n.d.r.).

Accennavamo alle vicende dell’impianto fiumicinese. Bella partenza della Pro Calcio Tor Sapienza, con un paio di conclusioni ispirate da Dovidio vicino al bersaglio grosso, prima che Panella al 9’ porti avanti il Fregene: la risposta arriva subito, all’11’, grazie a Cortese, e siamo sull’1-1. Poi la difesa ospite ne combina diverse, e in una di queste il veloce Chierico, alla mezzora, trova il punto del 2-1. Nel corso dell’incontro ancora Dovidio e Mele, di testa, sbaglieranno, anche nel finale di partita, il punto del possibile pareggio, che sarebbe stato un esito meritato dai gialloverdi romani.

Il Montecelio vince per 3-2 al “Villa de’ Massimi” confermando un’antica teoria di un certo Nils Liedholm, già vice-campione del mondo con la Svezia nel 1958 dietro al primo (trionfo del) Brasile e campione d’Italia da tecnico con Milan (1979) e Roma (1983): si gioca meglio in 10 contro 11. Il signorile “Liddas” lo diceva con raffinata e rara ironia, ma, non infrequentemente, accade che, in inferiorità numerica, su campi meno noti di quelli che ha vissuto lui, la formazione che resta con un uomo in meno, riesca a dare di più. Così i gialloblu di Emilio Piervincenzi, come sorpresi dagli eventi, vanno avanti con un guizzo di Cardella (54’), raddoppiano e segnano un terzo gol con una doppietta di Tagliabue (66’ e 68’); poi incassano la rete di Cann (70’) e quella di Angrisani (87’) quando i tre punti hanno preso, da via Portuense, il Grande Raccordo Anulare direzione Tiburtina. Tutto molto bello, direbbe Bruno Pizzul, che alla sua veneranda età, ancora sa dare lezioni di calcio a qualche improbabile tele-urlatore deputato al commento di partite in realtà molto, molto, molto più semplici da servire ai pazienti (e cortesi) spettatori domestici.

(hanno collaborato Andrea Listanti, Michele Meloni,

Maurizio Urso, Leonardo Cutigni)

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