Sui Monti Cimini è Gran Cre.Cas.

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Tre condomine di vertice

Il campo cancella le ingenuità di Vis Artena e Cre.Cas.

 che vincono fuori con merito Anche il Ladispoli suda di brutto

Nella domenica in cui il Cre.Cas. ha scontato ben tre assenze del calibro (soprattutto) di Calabresi, e del duo Palmieri-Schiavon, la vittoria ottenuta a Vignanello, in una sfida combattuta e per niente facile da fare propria, il punto decisivo lo firma il vice del noto capitano rossoblu, Passiatore. Quasi a dimostrare che i difensori non sono – tutti – degli “scarpari”, come capita, ogni tanto, di ascoltare sulle tribune della nostra regione nella fase di commenti di parte avversa. Ci aveva provato, nel corso della gara contro la Monti Cimini, ci è riuscito a pochi minuti da termine, per la contentezza del presidente Fabrizio Valentini, che dopo la partita che ha registrato l’eliminazione giovedì scorso per opera della Lepanto Marino, era inviperito con Gallaccio e Collacchi, autori di due cose da soli contro il portiere da “scempio sportivo”. Il Cre.Cas. ha risposto sul campo e ha vinto una partita che ne certifica e legittima la presenza nei quartieri massimi della graduatoria. La formazione di Marco Scorsini è prima, di fianco al Ladispoli, che ha avuto il suo bel da fare, per superare per due reti a zero il Monte Grotte Celoni, con una punizione di La Rosa e un calcio di rigore nei minuti ultimi della contesa. Nel pomeriggio si riunirà alla compagnia di vertice un’efficace Vis Artena, buona nel gioco e nella sua interpretazione collettiva, irritante, quando sa complicarsi la vita; una sorta di Doctor Jekyll & Mr. Hyde. Plausibile nell’azione Cestrone-Gatta che al 24’ frutta il vantaggio, e al 67’ quando Morici raddoppia. Con in mezzo, tra l’altro, altre situazioni offensive. Da rivedere quando resta in 10, espulso Gatta (72’) e subisce, ovvio, il rientro in gara con il gol di Nardi. E’ una squadra tanto positiva quanto ingenua, il che significa che c’è da lavorare, e va fatto con grande umiltà.

L’UniPomezia riesce ad aver ragione dell’Eretum per 4-2 ma anche in questo caso c’è voluta tutta la forza d’urto collettiva a disposizione di Sasà Cangiano, perché della compagine di Monterotondo sapevamo benissimo le qualità. Con Pascu schierato rifinitore e Moronti non al meglio, il primo tempo registra il vantaggio dei padroni di casa, Tozzi, e la risposta dopo diversi minuti, gol di Bornivelli, secondo consecutivo. Ma al 65’ Casciotti riporta avanti l’undici pontino, che segna anche subito il terzo gol, ancora con Tozzi. Nel finale l’Eretum rientra, rete di Moronti, prima di capitolare una quarta volta, grazie a Alessandro Spaziani, omonimo più giovane del noto attaccante della Lepanto.

Al “Superga” ulteriore punteggio rotondo con il Città di Ciampino che supera per 5-2 l’Astrea con un primo tempo già capace di dare un certo indirizzo alla partita. Al 10’ gol di Castellano, al 15’ raddoppio di Carnevali, replica parziale con Di Iorio (35’) prima del terzo gol, segnato da Damiani (37’). Fratini tenta una seconda volta, a rompere le uova nel paniere (64′) ai padroni di casa, che vanno in gol con Pacielli e Pedrocchi a ridosso del 90′.

Finiscono 0-0 le partite del “Comunale” e dell’Ottavio Pierangeli tra Cynthia e Lepanto Marino e tra Real Monterotondo Scalo e Tolfa, con la prima delle due che è stata, di netto, più vivace, seppur maggiormente tattica. E’ stata una settimana positiva, per le squadre allenate da Giangio Staffa e Paolo Mazza che, zitte zitte, lontano dalle luci dei (presunti) riflettori, sono entrate tra le ultime 8 della Coppa Italia. Altra vetrina per testare la bontà del lavoro svolto.

Al “Giorgio Castelli” tutto deciso nel corso della seconda frazione con la prima chiusa sullo 0-0. Scaturisce un battibecco tra il dirigente Fabietti e Mereu, al quale due cartellini rossi non sono riusciti a insegnare la lezione, al punto che la società è sul punto di terminare la pazienza, nei suoi confronti. Il direttore di gara allontana il dirigente civitavecchiese, ed espelle l’ingenuo calciatore romano, che lascia i suoi in 10 contro 11. In questa situazione la Pro Calcio Tor Sapienza commetterà, è naturale, degli errori, capaci di aprire la strada verso il successo al Civitavecchia, che non ha rubato nulla, facendo il suo, per ottenere i tre punti. Al 13’ gol Tabarini, al 15’ rete di Coco e chiusura dei conti al 30’ con Marino per la prima vittoria dal rientro di Ugo Fronti in panca. Paga il conto la Pro Calcio Tor Sapienza, che non sembra più compatta come nei giorni migliori, pur avendo giocato un signor primo periodo.

La partita dell’Ave Maria, non a caso giocata al Don Orione, ha visto un noto frate del calcio romano e regionale, tale Stefano M. Vaccari da Vigne Nuove e dintorni, ringraziare le sfere celesti come quando, dalla celebre Madonnina romana, esultavamo, da ragazzini, al boato dell’Olimpico o per la Lazio o per la Roma. Tutto questo si spiega in due episodi. La Boreale passa all’82’ con Gambale, l’Atletico Vescovio del noto “Cabezòn” (Il Capoccione, detto alla romana), pareggia con Nolano, su rigore, al 95’. Ed è un punto d’oro per quanto pesa, perché evita ai bianco-rossi di Giorgione Marcangeli l’aggancio da parte dei bianco-viola di Via della Camilluccia.

Massimiliano Cannalire-Domenico Santucci

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