Pro Roma: cosa sarà, la prima volta

Qualche rapido pensiero di Massimiliano Melis, appena prima di partire per la nuova destinazione

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Pro Roma - Sporting Genzano Calcio d'inizio

Pro Roma, la prima volta a cimentarsi in Eccellenza

“Cerchiamo il giusto mix”

La Pro Roma ha cambiato categoria, parte della compagine, guida tecnica e uno dei dirigenti dell’impresa che ha portato il popolare club di Largo Preneste nel campionato di Eccellenza. Sta per iniziare la nuova stagione della squadra prenestina e abbiamo fatto alcune domande a Massimiliano Melis.

– Sono stati effettuati molti affari in uscita nel mercato estivo. Come sarà strutturata la squadra il prossimo anno?

“Si, abbiamo ceduto molti giocatori importanti: Cirilli alla Tivoli, Alfonsi non so ancora dove andrà ma non avrà problemi, dato il suo talento, a trovare una squadra. Cesaretti, Ceci e, forse, altri due, vanno al Casal Barriera. Abbiamo però tenuto parecchi giovani, e nel complesso la squadra si è anche rinforzata. Il nostro allenatore, Mattia Aliberti, è alla sua prima esperienza. Ci ha affiancato anche lo scorso anno ed è un ottimo tecnico, che mi rende fiducioso”, afferma il responsabile dell’attività della prima squadra.

– Quali sono gli obiettivi della prossima stagione?
“Direi, intanto, di pensare alla salvezza. Non abbiamo fatto spese folli, anzi direi che non abbiamo proprio, fatto spese. Poi ovviamente dipenderà dai giovani e dal loro rapporto con i più anziani. Per noi è importante questo mix di età, che è quello che serve in questa categoria; e se le cose dovessero andare bene, possiamo fare un buonissimo campionato. Non dimentichiamoci che l’anno scorso siamo arrivati ad un solo punto dai campioni del Villalba”.
– Nota è la rivalità sportiva con il Savio, squadra che condivide con voi il territorio prenestino appena al di fuori del Centro di Roma. Quali pensi siano le differenze di gestione tra le due?

“Anche loro hanno molti giovani di qualità. Nelle giovanili, nel calcio a 5. Vedo poche differenze ma loro tendono a vendere di più i loro giovani, rispetto a noi. Da un lato è un vantaggio ma da un altro può creare dispersione per il giocatore stesso. Siamo comunque due ottime realtà giovanili”.

Giulio Dionisi

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