Virtus Nettuno il traguardo più rilevante? Tornare al “Masin”

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Virtus Nettuno primo traguardo: riportare il calcio al “Celestino Masin”. Le partite interne a Pineta dei Liberti

Parla il direttore sportivo Guido Zenga

Il sogno di tutti i tifosi di calcio della zona di Nettuno è quello di veder rifiorire lo stadio intitolato a Celestino Masin. Che torni il grande impianto di Eccellenza e Promozione che è stato per tanti anni, come a inizio secolo.

Perché il sogno di far tornare l’Eccellenza allo stadio di Nettuno si realizzi stanno lavorando dei caparbi dirigenti, sotto l’egida e lo stemma e la bandiera della Virtus Nettuno.

Il direttore sportivo Guido Zenga ci racconta come procede l’estate dei bianco-blù in vista della prossima stagione: «Con i giovani ci vuole pazienza ma abbiamo rinforzato la rosa. Migliorare l’ultimo piazzamento? Sarebbe un sogno».

La Virtus Nettuno Lido riparte per una nuova avventura in Eccellenza. La novità riguarda lo stadio: il club tirrenico ha raggiunto un accordo di collaborazione con il Racing Club, dunque nella prossima stagione disputerà le proprie gare interne al “Pineta dei Liberti”.

Nell’organigramma il presidente Alessandro Mauro ha confermato il tandem Gildaldo “Aldo” Panicci-Guido Zenga, rispettivamente mister e direttore sportivo dei bianco-blù, che hanno lavorato discretamente, nella passata stagione. La società tirrenica, infatti, ha ottenuto un settimo posto nel massimo campionato regionale. Un’annata sicuramente da incorniciare, nonostante il calo nel girone di ritorno, dopo aver chiuso la prima parte di stagione al terzo posto e in piena lotta per la promozione diretta. Nel corso di una chiacchierata ci siamo fatti spiegare da Guido Zenga la solidità del progetto-giovani, tra obiettivi stagionali e “colpi di mercato”.

«Due stagioni or sono abbiamo fatto un bel campionato considerando che eravamo una debuttante assoluta. L’Eccellenza è un campionato ostico e noi spesso abbiamo giocato con formazioni titolari composte da 7-8 ragazzi in età verde – sotto i 20 anni, ndc –; essere stati in lotta per il vertice è stata una soddisfazione, anche se nel girone di ritorno abbiamo rallentato il passo a causa di alcuni infortuni. Per lavorare con i giovani bisogna avere pazienza, ma abbiamo dimostrato buone cose».

Un progetto, quello dei giovani, che vanta l’ottimo supporto delle squadre giovanili che militano nei campionati regionali.

«La squadra Juniores partecipa alla categoria Élite mentre gli Allievi fanno i Regionali. Crediamo tantissimo nel valore dei nostri giovani. Alcuni che giocavano con la Juniores sono passati in prima squadra, ma anche nel corso della stagione abbiamo fatto debuttare molti ragazzi».

La linea verde è protagonista anche del mercato: la società di Nettuno si è resa protagonista mettendo a segno parecchie scelte di prospettiva: ben cinque, i ragazzi nati nel 2000 e uno nel 2001. In porta oltre al neodiciottenne Emanuele Maini è stato preso anche Giuseppe Caruso, classe 1992, esperto estremo difensore del Colleffero, che vanta tre stagioni in Lega Pro con l’Aprilia, 50 presenze in Serie D e più di un centinaio in eccellenza. Molto attiva la collaborazione con il Gruppo Sportivo Dilettanti Falasche. La società di Villa Claudia ha dato alla Virtus Nettuno i giovani Flavio Torcolacci e Mattia Lucarini, difensori, Giuliano Finotti e Simone Bami, centrocampisti, tutti e quattro del 2000. Sempre nel riparto mediano dei biancoblù è arrivato anche Matteo Rinaldi, diciasettenne proveniente dalla Polisportiva Carso, uno dei settori giovanili che meglio si sono distinti, della zona pontina, negli ultimi due anni. Ma la ciliegina sulla torta è, senza dubbio, Matteo Cioè, il centrocampista del 1996 che lascia l’Aprilia dopo ben nove stagioni, con la quale esordì nei professionisti a soli 17 anni. Una campagna acquisti davvero importante, che lascia presagire qualche ambizione.

«La rosa al 90% è completata, solamente manca qualcosa in attacco. Stiamo valutando i profili giusti e credo che a breve possa arrivare qualcuno. È vero che ci siamo mossi parecchio, sono convinto che il valore della squadra si è rinforzato, e il nostro l’obiettivo è migliorare la classifica. Non facciamo proclami perché conosciamo il nostro valore e ripeto che non è semplice, quando hai una rosa piena di ragazzi, e la maggior parte di loro è alle prese per la prima volta con l’Eccellenza. Lo scorso anno abbiamo chiuso a 50 punti: se dovessimo chiudere almeno con un punto in più allora avremmo fatto una stagione postiva».

Federico Burzotta

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