Calcio, Storia di un ex giuoco da azzerare e rifondare: cacciando i farisei dal tempio

In un Calcio in cui vengono trattati male i Francesco Rocca, ignorati i Roberto Baggio, i Gianni Rivera, presi a orologeria i Di Biagio, quante speranze reali...

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Calcio, Storia di un ex giuoco da azzerare e rifondare

Cacciando i farisei dal tempio, se si vuole ricostruire davvero

In un mondo che tratta male e scarta Francesco Rocca, ignora Roberto Baggio, Gianni Rivera, prende a orologeria Di Biagio, quante speranze reali ci sono, che venga rappresentato da gente come Dio comanda?

di Max Cannalire*

 

La frittata è fatta. Ed è amara. Sono state respinte le motivazioni della Ternana e di tutti quelli che speravano che il gioco del Calcio, abbondantemente rotto, venisse ricondotto sul sentiero della giustizia anzi, della Giustizia. E invece no. Le istituzioni sportive hanno deciso per far giocare, cosa mai accaduta, un torneo a 19 compagini, senza le tre (e più) reclamanti. Tra le quali sono presenti una parte della storia di questa disciplina; perché parliamo di due realtà del periodo epico, del Calcio, come Vercelli, 7 scudetti vinti dal 1908 al 1922!, Novara, e Ternana, realtà di rara passione collettiva. Di febbre vera. Ripartono dalla Serie C con la scarsa credibilità di cui gode il Calcio grazie a personaggi che hanno minato le certezze, anche scritte, delle norme: che hanno scansato l’impiego di allenatori provenienti dalla gavetta e mai messi in condizione di operare in misura costante, con la loro serietà e il loro essere uomini di campo, Francesco Rocca su tutti ma anche altri, o Gigi Di Biagio, utilizzato a orologeria, a comodo. Faticatori veri, del rettangolo verde, come tantissimi, che hanno visto il settore tecnico rappresentato, male, dall’opportunismo di Renzo Ulivieri, dicono comunista in realtà attratto – umana tentazione – dagli incarichi e dai soldi che ne sono derivati. Uno capace di incatenarsi davanti alla precedente sede della F.I.G.C. per poi accomodarsi sulla ben rimborsata e remunerata poltrona di improbabile rappresentante delle doglianze della catena più debole di un gioco capace di prendere in giro le masse nel peggiore dei modi (vedi la farsa delle connessioni per Dazn). Paradossalmente gli allenatori contano meno degli arbitri, se è vero come purtroppo è, che un tecnico, nei dilettanti, non ha la possibilità di prendersi una seconda panchina all’interno della medesima stagione. Mentre i fischietti, con Nicchi in testa, avevano votato, come la stragrande maggior parte dei presidenti dei comitati regionali della Lega Nazionale Dilettanti, è bene ricordarlo, per l’autore principale della mancata qualificazione ai Campionati del Mondo appena vinti dalla Francia, Carlo Tavecchio. Già, quello che ha imposto, non proposto, il gabello dell’omologazione dei campi a società costrette a cacciare quasi € 5.000 ogni 4 anni per essere (!) autorizzati, sugli impianti gestiti, raramente di proprietà, a continuare la pratica del Calcio per i giovani e per le prime squadre.

Ma che razza di federazione è, un soggetto del genere, in cui, e lo ha dimostrato nella maniera più becera, il suo (ex?) massimo esponente non è capace di stare davanti a un microfono senza fare danni? In cui viene permesso a chi ha subìto sentenze storiche come quella di Calciopoli, di sbandierare titoli vinti con osceni mezzucci da zozzoni e poi rompere le balle a quelle società che vogliono esporre una fascia da capitano personalizzata? Quale federazione, in Europa, si compera le pagine o le mezze pagine dei quotidiani, sportivi e non, cercando di arginare, più o meno direttamente, il diritto di critica di chi dovrebbe spiegare alle masse tante cose che accadono, nascoste dietro alle giacche e alle cravatte di personaggi assai modesti? Attori di interessi affatto collettivi altrimenti non spiegabili, e di marchette vere e proprie, che si possono mettere in atto per la presenza non di scheletri, nei federalarmadi, ma di tutto il Campo Santo, compreso il custode… Che tipo di organizzazione è, una federazione che sceglie un tecnico dagli scarsi contenuti tattici, della bassa consistenza di Gianpiero Ventura, al posto di gente del livello assoluto quali sono Ancelotti (che si è ben guardato!) e Capello, per esempio? Quale diamine di istituzione è, una organizzazione che mette l’imposizione di un fondo perduto per iscriversi alla terza divisione nazionale, pure avendola guadagnata sul campo coi play-off (formula che costringe i presidenti a uno stipendio da cacciare in più, n.d.r.)?

Come potevamo pensare, per più di una mezza giornata di pie speranze, che una persona, pure della preparazione, della cultura, dell’esperienza, di Franco Frattini, potesse, in poche ore di studio e qualche minuto, restituire l’antica liaison tra i popoli del Calcio e lo stesso pallone che rotola? Come abbiamo potuto concedere ancora l’opportunità di rimettersi in carreggiata a un treno che ha sfondato tutte le viti, i perni, i legni e i ferri, i suoi basamenti, contro la montagna, ad elevata velocità, con una indecente disinvoltura e una assoluta mancanza di umiltà? Personaggi di bassissima statura gestionale, distratta dalle proprie prebende e dalle tavole imbandite, che davanti a telecamere e microfoni, sbandierano il fair play, le funzioni di preghiera, poi fanno come vogliono, in sede di rappresentanza dei collettivi danari.

Hanno rotto il giocattolo, lo hanno violentato, hanno fatto entrare amiche e amichetti dalla porta, con lauti stipendi, non rimborsi; hanno portato dalla loro parte quelli che, inizialmente, sembravano incendiari e rivoluzionari ma poi si sono rivelati dei mediocri pompieri (magari lo fossero davvero: ne interpreterebbero lo strepitoso coraggio, almeno). Hanno giocato con la credulità generale (s)vendendo il Calcio a due mezzi televisivi riconducibili alla stessa fonte. Hanno tolto quella remota credibilità già massacrata dalle contenute sentenze di Calciopoli. Complimenti.

Adesso cacciate questi inefficaci mercanti fuori dal tempio, capaci di pensare a mettere in piedi delle S.r.l. con la scusa ridicola che la FIGC sarebbe un soggetto di diritto privato, visto che i soldi del dormiente e “distratto” CONI sono pubblici e della gente. Ancora una volta tradita.

*Giornalista Professionista (e non PGR Per Grazia Ricevuta…)

Direttore Responsabile del sito più antico del Calcio del Lazio

 

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