Anellucci ho fatto un…Salto in Uruguay

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Anellucci ho fatto un…Salto in Uruguay

Un paesino piccino, come Formello. Con una differenza: a 80 metri, l’uno dall’altro, abitavano da ragazzini e liceali Suarez e Cavani. Ne abbiamo parlato con il procuratore per 10 anni del Matador

 

Claudio Anellucci, procuratore, è intervenuto nella trasmissione televisiva “Calcio d’inizio”, in onda ogni lunedì dalle 19 alle 20,30 sui canali 86 del Digitale Terrestre e 828 del Satellitare Nazionale.

Claudio, due nomi su tutti, Dybala e Cavani, scovati in terra sudamericana, tra Uruguay e Argentina!

“Si, in queste situazioni, c’è sempre la variante del “fattore C”, che aiuta. Scovare giocatori che diventano top-player, come si dice oggi, non è mai semplice”.

Quanto conta l’Argentina, sul talento di Dybala, da qui ai prossimi anni?
“Il talento di Paulo è puro, cristallino, di quelli che o ce l’hai o non ce l’hai. Il talento di Edi è di sacrificio. Già a 18 anni, nella sua testa, era proiettato al successo che sta avendo oggi. Lo dico ai ragazzi giovani, che incontro”.

E aggiunge: “Lavorando sulla testa oggi, si può diventare un campione. Cavani a 32 anni mette la stessa voglia  di fare vita da atleta che metteva a 18 anni. Uguale. Si potrebbe tirare il freno a mano, arrivati al PSG ed invece lui è un animale”.

Suarez è dello stesso paese di Cavani!

“Abitavano di fronte. Sono dirimpettai”.Una storia unica al mondo!
“Beh, se pensi che Salto è piccola come Formello! In questa realtà così piccola, sono nati a breve distanza, l’uno dall’altro; e cresciuti sportivamente, in due club diversi, della stessa città. Due dei migliori attaccanti mondiali”.

Un caso quasi unico in tutto il pianeta. Cosa ti hanno detto in Uruguay?

“Per loro è abbastanza naturale. Sono tutte e due amanti della pesca e non si ritrovano in locali importanti. Si mettono a pescare con la musica, la cumbia, per 24 ore, e si mettono a pescare. A Napoli abbiamo passato nottate, con Edi, Britos. Gargan, in un lago artificiale, dietro a Castel Volturno”.

Come è di carattere Cavani?

“Dirlo oggi è difficile. Per me è sempre quello di 18 anni, con un cenno di apparecchio ai denti, perché le viti costavano troppo. Oggi è un uomo che ha modificato il suo modo di vedere le cose, perché i soldi cambiano, e lo vedo un po’ meno allegro”.

Cavani ha una grinta smisurata. Una persona che si arrabbia per le cose giuste, in campo, con i compagni di squadra come con gli ufficiali di gara.

“A Napoli ho sempre fatto il confronto, tra lui e Higuain, rispetto al rapporto con la squadra, al carattere. Higuain ha sempre un atteggiamento arrogante verso i compagni, e questo non paga. Cavani aveva un atteggiamento forte, ma costruttivo, per il compagno, Higuain era un po’ distruttivo. Per me c’è differenza, tra i due, anche se l’argentino ha fatto cose importanti, a Napoli”.

Cavani ha rappresentato due club, Higuain il Real, il Napoli, la Juve, il Milan. Forse per lui è davvero l’ultima cartuccia.

“Alcuni giocatori fanno valutazioni prettamente di natura economica. Noi con Cavani, prendemmo accordi con l’Inter, tanto ormai c’è una prescrizione, si può dire. Prima di una finale di Coppa Italia, con la Roma. Per 20 giorni l’Inter non ci rispose e scegliemmo Napoli. Scelta dovuta alla possibilità di giocare, che all’Inter non aveva. Più per il bene del giocatore, che economica. Scelta azzeccata”.

Dybala gioca a 60 metri dalla porta: che cosa pensi di questo particolare momento?
Anellucci dice: “Non entro nelle dinamiche dell’allenatore, soprattutto di Allegri, il miglior allenatore a livello europeo. La Juventus, che è un’azienda, ha comprato una microazienda, cioè Ronaldo. Erano in serie B, adesso sono sul tetto d’Europa, come fatturato e calciatori. Una scelta diversa e ci sarà una conclusione diversa. Dybala deve sempre essere messo in campo e la Juventus non deve dare tante spiegazioni. Ha vinto svariati scudetti consecutivi, se lo può permettere”.
Undicesimo anno in doppia cifra consecutivo, dal punto di vista realizzativo per Cavani. Quanti ce ne sono, meglio di lui?

“A Palermo un allenatore mi disse che lui sarebbe stato un ottimo esterno! Non giocava e quando giocava lo faceva fa esterno. Dissi a Foschi, che era il direttore sportivo, che o giocava da attaccante o ce ne saremmo andati via. Erano ancora i tempi del centravanti statico, lui era già moderno. L’allenatore fu esonerato e lui iniziò la sua avventura palermitana. Parlano i numeri, non io, ha fatto il percorso che merita. Ha fatto tre gol a tutte le squadre, in Italia: alla Juventus, all’Inter, alla Lazio. Ha anche saltato molte gare, per infortuni. Oggi si tralasciano questi dettagli, si comprano giocatori, che fanno 5 partite e magari li pagano 40 milioni”.

Cavani e Dybala potranno giocare insieme? E se sì può essere più probabile al PSG , o alla Juve?

“Cavani disse che non sarebbe andato mai alla Juventus e se doveva andare via da Napoli, sarebbe andato via dall’Italia. Il PSG non può privarsi di Cavani e trattare con i parigini non è facile”.

Ci vuole l’argent?

“Oltre a quello hanno una professionalità che hanno in pochi”.

In Italia poco…

“No, in Italia mai, in pratica”.

Per una volta sono stato diplomatico.

“Non devi esserlo per cose sotto agli occhi di tutti. Sennò passiamo per “buciardi” come si direbbe a Roma, o a Bolzano! De Laurentiis aveva già deciso di vendere Cavani, che aveva una clausola di 74 milioni di Euro, in un’unica soluzione. Higuain era da pagare in tre rate e il PSG per Cavani la pagò in una sola. Io finii la riunione con il Napoli, dicendo che il calciatore era venduto e non sapevo ancora a chi. Non puoi immaginare quei 5 giorni”.

Hai dormito poco?

“Non ho dormito proprio. Alla fine è andata bene!”.

Cosa cambierà con la nuova normativa, per i procuratori?

“Bisogna studiare e prepararsi. Parole strane ormai in Italia. Il calcio dovrebbe essere divertente e bello ed invece sta diventando strano. Nel campo politico sentii una persona dire di voler fare il Ministro dell’Agricoltura, solo perché era un agricoltore! Le proprie qualità vanno messo a disposizione nel proprio settore. Un Ministro della Salute, ad esempio, deve essere medico. Il calcio sta andando, con grossa forza, verso qualcosa che non capisco. Nella vita le cose più semplici, sono sempre state le più belle. Chi comanda il calcio, non conosce il Calcio”.

Come la sceneggiata di Ulivieri?

“Sì, ma lui è stato un allenatore, e bene o male il calcio lo conosce. Collovati parla in RAI e viene sospeso. Come si può pensare che un personaggio come lui, pensi certe cose? Cosa avrebbe detto, di strano?”.

Che alcune donne non possono parlare di tattica…

“Sarebbe un’offesa sessista? La Morace sa molto più di tanti. Una donna ed in gamba. Lui parlava di una determinata persona”.

La Capotondi, che dice “lo Juve Stabia”, alla Domenica Sportiva. E nessuno che l’ha corretta…

“Stavo arrivando alla stessa cosa. Ormai alcune battute scherzose, invece vengono condannate”.

Siamo tra i primi a difendere Collovati. Assurdo.

“L’ha dovuto difendere la moglie, che tra l’altro capisce di calcio, più di tante altre signorine. La Serie C è una lega importante. Assurdo, allucinante, che parlando di una lega così importante, che rappresenta l’Italia. Come mai negli ultimi 7/8 anni, sono sparite tante realtà importanti, quasi un girone intero e il bilancio sempre in perdita? In Italia chi fa questo, viene messo a comandare il calcio”.

Quali calciatori sudamericani, potrebbero essere i nuovi Dybala e Cavani?
“Quella specifica zona è una fucina importante, perché sono tanti. In Sudamerica sono 100, in un campetto e 10 possono diventare giocatori di calcio. Da giocatore a calcio, a calciatore, ce ne passa, però. Lì hanno fame qui no. Club sviluppati per le plusvalenze e fare uscire giocatori, quindi già dalle scuole calcio. Qui investe la famiglia, non il club, sui ragazzi. Mentalità diversa, giocatori già da piccoli strutturati per andare in Europa e rivincita sociale per uscire da un buco nero”.

Una scuola di pensiero dice che Lazio e Roma non dovrebbero avere una scuola calcio. Qual è il tuo pensiero?

“Idea aberrante”.

Così bisogna pescare calciatori già pronti…

“Tanti personaggi che ha fatto la storia del settore giovanile, Patarca per esempio, non hanno più senso di esistere, allora?

Io dico che i due intentidori più grandi d’Italia siano Corvino e Guarracino. Che ne pensi?.

“Dopo Vatta, che reputo sia il più grande, ti dico Favini, dell’Atalanta. Una scuola strutturata negli anni e si vedono i risultati. Il centro sportivo Zingonia sembra la cantera del Barcellona. Tutor che seguono i ragazzi, come fossero Carabinieri.
Seguendo anche il percorso scolastico!

“Fondamentale. Il Barcellona insegna in questo, con il tutor che ti manda a casa, se non hai risultati scolastici, anche se ti chiami Messi”.

Tu hai costruito la Juve Stabia, quest’anno.

“C’è un hinterland enorme, nel territorio campano. In Italia c’è tanta qualità e non basta la televisione. I giocatori vanno visti, in campo”.

Giulio Dionisi

(L’intervista è stata realizzata da Max Cannalire e Paolo Franzino

per la trasmissione Calcio d’inizio – Storie di Gol Campi e Personaggi

in onda ogni lunedì dalle 19 alle 20,30 e il venerdì dalle 20 alle 21

sui Canali 86 del Digitale Terrestre e 828 del Satellitare Nazionale, One TV)

 

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