Civitavecchia società unica e lavoro comune

Il fortino sarà il "Tamagnini", in attesa che l'amministrazione comunale risolva il "nodo-Fattori"

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Una sola realtà è chiamata a rappresentare il massimo calcio cittadino dell’antica Centumcellae. Un cambio di nome che porta la gloriosa Roja della CPC2005 a essere, ufficialmente da oggi, lo storico Civitavecchia Calcio 1920. Si utilizzerà la matricola sportiva della CPC2005 calcio, quella del Civitavecchia Calcio rimarrà in essere ma con altre finalità.

Quella valanga nerazzurra che vive ancora nei  sogni del passato da bambini, ma che può essere, da oggi e nel tempo a venire,  il fulcro per un futuro glorioso.  Nessuna speculazione, dietro questo nome: la Compagnia Portuale Civitavecchia sarà parte attiva nel bilancio e nella gestione. Chi vorrà esserci deve sapere che si porta avanti il nome della città, null’altro. E senza secondi fini. Dialogo aperto con l’amministrazione, che siamo sicuri di trovare al fianco. Si riparte dal fortino del “Tamagnini”, con la speranza di tornare a breve nel tempio del Calcio, lo stadio “Giovanni Fattori”. Questo in sintesi quanto detto oggi nella conferenza stampa tenuta nella sala Ivano Poggi della Compagnia Portuale di Civitavecchia, e che ha ufficialmente sancito il passaggio del testimone dalla vecchia gestione a quella nuova. La particolarità è che all’interno dei vertici portuali di gestione, dell’oramai ex CPC2005 Calcio, si unirà l’ex patron del Civitavecchia Calcio, Ivano Iacomelli.  L’obiettivo è raggiungere la stabilità sul territorio e la fortificazione del settore giovanile; passi importanti da condividere con l’intera comunità civitavecchiese per il ritorno della Civitavecchia calcistica al centro del calcio nazionale. C’è la consapevolezza di aver fatto l’unica cosa necessaria per valorizzare il calcio, poi sarà la storia, a dettare le condizioni e i risultati.
L’apertura della conferenza stampa è spettata al presidente della Compagnia Portuale di CIvitavecchia, Enrico Luciani: “Questa giornata storica arriva dopo una stagione fenomenale della CPC2005 Calcio, il coronamento di un lavoro iniziato tanti anni fa da Sergio Presutti, che ci ha portato ad arrivare in questa stagione vincente in Coppa Italia e al 2° posto in campionato. Se le anime vagano ancora dopo aver abbandonato la terra sono certo che quella di Sergio è qui con noi, perché anche questo è stato un suo lavoro. Finalmente un progetto sognato tante volte è realtà, col testimone che da Sergio è passato al figlio Patrizio che, nonostante il dolore,  col lavoro incessante di questo periodo, ha fatto sì che si realizzasse. E’ importante per la città questa nuova società, in questo fortino difendiamo il lavoro e la dignità delle persone e, da oggi, senza secondi fini, senza speculare, vogliamo riportare il Calcio al centro dello Sport. Civitavecchia, calcisticamente parlando, ai fasti degli Anni 80, questo vogliamo provare ad ottenere  con l’aiuto di chiunque vorrà affiancarci. Tribune piene a incitare la squadra della città: possiamo riuscirci. La parte sana della città al nostro fianco, nessuna speculazione dietro questo nome. Questa la certezza da oggi in avanti, così come il sociale, che sarà sempre il fulcro delle nostre attività”.
Il Society Manager Ivano Iacomelli ha descritto quanto avvenuto: “Oggi siamo di fronte a un semplice passaggio del testimone. Non lo faremo come lo hanno fatto con noi; saremo al fianco della nuova dirigenza per tutto quest’anno e chissà per quanto tempo ancora, e non sulle ceneri come l’abbiamo ricevuta noi. La scelta è stata ponderata, sono tre anni che gestiamo questa situazione con la comunione d’intenti. Questo tempo è stato ben impiegato: non abbiamo perso il patrimonio del “Tamagnini”, la cui gestione è in mano all’ex CPC2005 Calcio,  e che ci eviterà le trasferte continue alla Cavaccia della prima squadra e  con i nostri giovani che cresceranno nella nostra città. Società dell’Allumiere che voglio ringraziare pubblicamente: siamo stati accolti come in una famiglia, in questo periodo di emigrazione. Da gentiluomini è avvenuto questo passo. Un passaggio di consegne che ci farà girare a testa alta: saremo al fianco della nuova società, e non come avvenuta ai nostri tempi. Abbiamo avuto a suo tempo in eredità 63000 euro di vertenze economiche in giudicato, 21000 euro di vertenze in attesa di giudizio, debito verso imprese per 70000 euro, 64000 euro di assegni bancari protestati e altre pendenze con gli atleti per 183000 euro. Che sommati fanno 399000 mila euro. A tutto questo a cui va sommato ad un documento in Guardia di Finanza, relativo agli ultimi due o tre presidenti. Un totale di 1 milione  e 200 mila euro, che con il lavoro di legali e commercialisti è stato depennato di 500000 euro.. L’abbiamo fatto fino ad ora, ricevendo anche critiche, perché portavamo avanti il nome della città, e saremo da oggi al fianco di questo nuovo splendido progetto per tornare a essere protagonisti sul territorio.  Ci sono stati altri contatti ma noi cercavamo un progetto bello per Civitavecchia, e cosi è stato. Ringraziamo la Compagnia Portuale che ha rinunciato al nome  e ai colori sociali per il bene della città; va un applauso a questi dirigenti. Civitavecchia non è di una sola persona, ma di chiunque ha in cuore il bene di questa città”.
La parola, poi, è passata al vice Presidente della CPC Patrizio Scilipoti: “Abbiamo tifato tutti Civitavecchia Calcio e ora con questa unione c’è di nuovo questa possibilità. Ci sono all’interno dei professionisti perché il Civitavecchia Calcio deve avere le migliori risorse cittadine e non più dei faccendieri che facciano scorribande per  trarre profitti personali. Serve ora l’unità da parte della città, che col lavoro deve tornare a essere la primizia del calcio laziale e non solo. I civitavecchiesi forti di un settore giovanile all’avanguardia, che permetta loro di avere speranze per il futuro. Tutti uniti”.
Ha concluso la conferenza il Presidente del Civitavecchia Calcio 1920, Patrizio Presutti: “Vorrei dare la lettura esatta di questa operazione. La CPC2005 Calcio è in Eccellenza, ha 200 bambini nella Scuola Calcio, ha 4 squadre nel settore giovanile e potevamo evitare, di fare questa operazione. Stessa cosa per il Civitavecchia Calcio, che ha una squadra in Eccellenza e tanti tesserati nei vari settori giovanili e nella Scuola Calcio.  Ivano poteva benissimo dare la società ad altri rientrando delle enormi spese affrontate; la stessa cosa valeva per noi. Noi abbiamo affrontato il progetto senza parlare di soldi e tesserati, ma solo in seguito si è parlato di tecnici e di altre situazioni. Nessuno ha dato l’esatto quadro di questa operazione: è stato un atto d’amore verso la città e per il gioco del Calcio. Un patto tra gentiluomini senza altri scopi.”
Sono seguite le domande dei giornalisti, improntata la prima sullo stadio “Fattori”, dove sarà cura dialogare con l’attuale amministrazione per trovare insieme una soluzione che soddisfi l’intera comunità. Cosa, tra l’altro, già avvenuta con la passata amministrazione, vanificata dalle problematiche relative all’impatto ambientale e dai vincoli delle Belle Arti. C’è da capire se restituire lo stadio alla città significhi anche sfruttarne le potenzialità sul territorio, ampliando il progetto con altre finalità, visti i tanti locali a disposizione, vedi palestre, ecc., in un qualcosa che permetta di sfruttarlo pienamente. L’altra domanda è stata relativa alla rosa della prima squadra, a cui il d.s. Sandro Fabietti ha rinviato ogni decisione e proclami al Primo di Luglio. Giorno in cui sarà possibile stipulare nuovi contratti e affrontare la questione, ma con la certezza che servirà poco viste le rose attuali delle due compagini”.

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