Astrea 3 bei punti che arrivano per via aerea

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Astrea 3 bei punti che arrivano per via aerea: rete di Cruciani alla mezzora

 

ASTREA-ATLETICO LODIGIANI 1-0

Astrea: Spilabotte 6, Petroni 6,5, Dolce 6,5, Aglietti 6,5, Briotti 6,5, Cruciani 7, Di Benedetto 7, Mollo 7, Di Iorio 6,5, Bonavolontà 6,5, Amico 6. All. Dalia Santi-Mastrodonato 7.

Atletico Lodigiani: Nasti 6,5, Pattelli 5, Sentinelli 6, Losi 5,5, Guidotti 5,5; Rondoni 5,5, Righetti 5,5, Marco Demofonti 5,5; Gori 5, Simone Demofonti 6, Paolocci 5. Allenatore: Marco Di Rocco 6,5.

Arbitro: Vallocchia di Rieti (7). Assistenti Assante di Frosione (7) e Gabbarini di Aprilia (7).

Rete: 30’ Cruciani.

Note: ammoniti Pattelli, Sentinelli, Petroni.

L’Astrea supera di misura un Atletico Lodigiani brioso e vivace ma non tanto efficace da pungere. Decide una rete dell’intraprendente Cruciani alla mezzora, al terzo tentativo della squadra di Dalia Santi e Mastrodonato (oggi si decide il futuro dal punto di vista della gestione della formazione ministeriale, n.d.r.). Alla squadra di Marco Di Rocco è mancata la giusta precisione negli ultimi venti metri, il passaggio di rifinitura, insomma.

All’11’ Di Benedetto centra un calcio d’angolo dalla destra, con il piede mancino, con Petroni che alza, e parecchio, tramite un colpo di testa. Al 29’ l’asse biancoceleste replica e la “zuccata” a colpo sicuro esce di un niente, rispetto al palo di sinistra della porta biancorossa. Al 30° la ricerca di una soluzione offensiva prodotta per via aerea porta Cruciani a svettare e a spedire il pallone in fondo alla rete. Sarà il punto decisivo.

La replica arriva al 33’ con Marco Demofonti che in corsa, quasi dal limite dell’area, alza con un tiro di sinistro e la palla sorvola al massimo di 30 centimetri il montante orizzontale. Al 45’ Gori dalla destra per Simone Demofonti che di testa colpisce in maniera debole agevolando l’intervento di Spilabotte.

Nel secondo tempo l’inizio dell’Atletico Lodigiani è veemente ma non produttivo. Al 10’ Di Benedetto dalla destra spedisce un’altra palla avvelenata dalla bandierina sul secondo palo con Mollo che va in avvitamento colpendo in modo impreciso: sfera sul fondo.

Al 13’ Righetti tenta la sorte con un tiro-cross dalla destra mal battezzato dal numero 1 dell’Astrea che deve tornare di corsa sul palo sinistro per verificare che il pallone esca, innocuo, sull’esterno della porta difesa. Al 28’ Paolocci manca di poco il bersaglio grosso con una soluzione personale tentata da distanza ravvicinata mentre sul lato opposto al 29’ Di Iorio è fermato per un fuorigioco di pochi centimetri. Al 30’ Mollo semina il panico in area, dove entra da mezzala sinistra, serve Di Iorio chiuso all’atto della battuta a rete in corner.

Al 33’ l’azione più bella dell’incontro. Marco Demofonti si produce in una stupenda veronica da ala sinistra, salta il terzino destro di casa; entra in area e al volo di esterno destro manda il pallone ad attraversare tutto lo specchio della porta, senza che il pallone trovi la opportuna o sperata deviazione e correzione a rete.

Al 38’ Mollo serve da vicino Di Iorio con il colpo di tacco involontario che manda la palla vicinissima al palo destro, con qualche apprensione del portiere ospite. Al 39’ l’orgoglio prova a sospingere una delle due prime della classe, che non trova il sentiero giusto per andare a dama, e recuperare almeno un punticino. L’Atletico Lodigiani paga un minimo dazio perché in vetta il Gaeta, in pieno recupero, al “Riciniello”, riprende il Sora sull’1-1. Mentre per l’Astrea dall’anemico rapporto precedente tra reti fatte (12) e incassate (13), la dote in graduatoria scrive adesso 12 punti. Scansando qualche timore nel doversi guardare indietro, anziché davanti, come accade nel Ciclismo su strada.

Della squadra di Via Barellai è piaciuta la quadratura nelle retrovie e in mezzo al campo con il reparto mediano capace di lavorare in favore di quello estremo tenendo a debita distanza un’avversaria che pure qualche buona freccia ce l’ha, al proprio arco. La gestione della palla ha convinto, tra i “ministeriali”. Tre punti ci volevano, di fronte a una compagine ben messa sul piano atletico come quella gestita (bene) da Marco Di Rocco.

Ha diretto con impalpabili sbavatura Vallocchia di Rieti: probabilmente permaloso ma efficace, ha azzeccato tutti gli episodi perché spesso vicino all’azione, anche nel finale quando un paio di contrasti nell’area di casa avrebbero indotto un fischietto più distratto a un’insana tentazione di fischiare un rigore, che non c’era. Positiva, la direzione e il lavoro dei due assistenti a disposizione.

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