Ostia Mare il meteo segna nuvoloso. Assai

I biancoviola dopo un mese di torneo sono in fondo alla graduatoria, e hanno sollevato dall'incarico Bonanni. Breve interregno di Franci, il suo secondo...

103
103

Ostia Mare il meteo segna nuvoloso. Assai

 

La tremebonda Ostia Mare delle prime uscite in campionato ha rinunciato a Bonanni per la falsa partenza, evidente, dai numeri. Diversi giocatori della passata versione se ne sono andati e, oggettivamente, l’organico attuale biancoviola non è che garantisca tutta questa solidità, detto con un sottile eufemismo. La sconfitta, rotonda e corposa, subìta dalla Sangiovannese all’Anco Marzio, ha solo avuto l’infausto ruolo di evidenziare l’inconsistenza di gioco e giocatori e quindi delle scelte operate nella fase di preparazione al torneo.

Cosa farà, ora, la società litoranea? Intanto la Serie D andrà avanti, e quindi di tempo ulteriore a sostegno di qualche correttivo non ce n’è. Come si è mosso, il club di Luigi Lardone? Al momento il direttore sportivo Fabio Quadraccia, che di Calcio ne ha vissuto, e parecchio, tra l’Eccellenza e qualche spruzzata di Serie D, sa bene che occorre parlare, di corsa, con il massimo dirigente. Cosa che non sembrerebbe avvenuta, a tutto oggi pomeriggio.

Il “secondo” di Bonanni, Claudio Franci nel mentre è diventato il responsabile almeno degli allenamenti: il buon allenatore di Vitinia e dintorni non è uomo che possa “reggere botta”, in Interregionale, fermo restando che nel Lazio, con la valigia di sponsor, economici e talvolta appartenenti all’agone della cosa pubblica, da oramai un decennio, allenano in tanti, allenano in troppi, privi di pedigree. Anzi, capita, di tanto in tanto, tra il massimo campionato laziale e anche la D, di trovarne qualcuno che in effetti qualche riferimento statistico ce l’ha: già, per quanto ha commesso nella vita di tutti i giorni dimenticando il rispetto delle regole…

Franci, a parte qualche precedente benedizione “da studio televisivo”, non è andato cercando dote, e non ne ha pertanto portata, rispetto a chi, oggi come da qualche anno, deve fare il “compare di merende” o il market(t)ing-man(?), pur di vedere il suo nome sotto i tabellini, o di farsi celebrare da qualche non degno personaggio che fa l’addetto stampa qua e là, pur di produrre introito. Come se il Lazio di cose pietose e prive di dignità non ne avesse viste abbastanza, nel settore della presunta informazione. Non credo, personalmente, sia in grado di guidare un’Ostia Mare nella versione parsimoniosa con la quale la vorrebbe impostare il buon Lardone, in gamba, senza dubbio, come imprenditore, meno, da presidente di un club privo di ambizioni, se eccepissi l’ultima versione, quella del turista Raffaele Scudieri, finito a Latina.

I nomi che circolano, allora, quali sarebbero? Sono quelli di Cotroneo, che mi riferiscono sembrerebbe Edwin Moses, pur di tornare in sella e a mettersi in discussione; quello di Chiappara, già noto in giro per il football come il suo concorrente ex tecnico dell’Albalonga. E Bussi.

Ma in mezzo a questi tre la società romana di Serie D, come hanno fatto almeno altre due di Eccellenza laziale, hanno contattato Pietro Bosco, ladispolano di residenza in procinto, tre stagioni fa, compresa quella dell’interruzione, di andare a lavorare nelle giovanili della A.S. Roma. Invece restò portando in Serie D nella città in cui abita, e, una volta al piano di sopra, fu accantonato con evitabile “disinvoltura”. Anche quella dell’ex mediano di Sorianese e Maremmana potrebbe essere una pista del direttore sportivo aspirante Ispettore Clouseau (quello della Pantera Rosa).

Per adesso a Ostia Mare il meteo segna nuvoloso. Assai. Soprattutto se non cambia la mentalità.

In this article

Lascia un commento