La Corte d’Appello respinge il ricorso della cordata Lardone

Il Tribunale d'Appello ha rispedito al mittente la tesi di Lardone e della sua compagine: ricorso inammissibile

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La Corte d’Appello respinge il ricorso della cordata Lardone

 

La Corte d’Appello Federale ha appena respinto il ricorso proposto dal presidente dell’Ostia Mare Luigi Lardone e dei suoi candidati Margherita Claudia Gioia Masia, Massimiliano Bellotti, Pierpaolo Aiello e Angelo Vico dichiarando la doglianza inammissibile.

Il tutto è avvenuto con la modalità della videoconferenza.

Leggendo l’articolo chiamato in causa dai tre dotti del Tribunale d’Appello Federale si evince una singolare curiosità. L’articolo 100 del Codice di Giustizia Sportiva, al comma 2, recita così: “Salva diversa disposizione dello Statuto le parti non possono stare in giudizio se non con il ministero di un difensore”. Sembra che la (presunta) corazzata Potemkin si sia presentata senza un nume tutelare della Giurisprudenza dopo aver scomodato “illuminati” letterati del…commento sportivo, futuri scopritori del “nuovo Calcio”, e imprenditori di diversi settori.

Ne scaturisce che sabato 9 sia la data ufficiale per confermare alla guida del movimento calcistico laziale Melchiorre Zarelli e verificare le preferenze dei candidati al ruolo di consigliere e degli altri comparti dell’istituzione calcistica regionale.

Le indicazioni di quasi 400 società del Lazio hanno in primis confermato la qualità del lavoro del Presidente Zarelli e dei suoi consiglieri e collaboratori. Trovando il giusto compimento dei risultati ottenuti sia dalle Rappresentative Federali vittoriose al Torneo delle Regioni e presenti anche in sede internazionale; sia dalle singole società capaci di arrivare a diversi scudetti, con ammirevole e invidiabile frequenza, o almeno alle finali per i titoli tricolori.

Finisce, per il momento, una serie di polemiche, costruite con sgamato “tempismo”, al termine, quasi, di un quinquennio, nemmeno, di un quadriennio, da parte di chi avrebbe avuto, anche soltanto con la naturale scadenza olimpica, il tempo di lamentare cose delle quali si parlava da almeno mezzo lustro. E che sono state tirate fuori soltanto per dare addosso alla controparte. In uno scacchiere che riguarda altri piani, distanti, molto, dalle vicende delle singole realtà regionali. E tutto legato, palesemente, alla gestione del “juke-box”-Calcio. Anche alla base capace di immense cifre, nel complesso.

 

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