Astrea-UniPomezia 1-3: una gara che riconcilia con il Calcio

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Unipomezia: tris e primato

L’Astrea dura solo un tempo

ASTREA-UNIPOMEZIA 1-3

Astrea: Spilabotte; Pellegrini; Cruciani; Bonavolontà (90’ Arena); L. Cipriani; Aglietti (78’ Romani); Delle Monache; Tomassi; Di Curzio (81’ Piccione); Larosa (65’ Rizzo); Amico (81’ A. Cipriani). A disp. Strappetti, Dionisi, Istrate, Vagnarelli. Allenatore: Ferretti.

UniPomezia: Alfieri; Panini; Casciotti; Pecci; Ronci; Palermo; Porzi (86’ Suleman); Delgado (75’ Ramceski); De Marco (75’ Ilari); Massella (88’ Gallani); Piro (60’ Rossi). A disp. Beccaceci, Marchi, Marini, Nompleggio, Renelli, Valle. Allenatore: Foglia.

Arbitro: Franciosa di Ciampino. Assistenti: Di Curzio di Civitavecchia, Perruzza di Frosinone.

Reti: 22’ Amico (A.), 27’ Delgado (U., rigore), 76’ Massella (U.), 95’ Palermo (U).

Note: allontanato l’allenatore locale, Ferretti, al 61’. Ammoniti Porzi, Cruciani, Amico, Bonavolontà, Ramceski, Alfieri, Palermo. Recupero: 1’ p.t.,5’ s.t.

Grande spettacolo al campo “Ivo di Marco” di Ottavia, dove nella sfida di vertice fra Astrea e Unipomezia si giocano le posizioni importanti della classifica del Girone A.

Primo tempo – La partita inizia in sordina, con le squadre che passano il primo quarto d’ora a studiarsi e a lottare in mezzo al campo. L’unico tiro nel frangente è di Delgado, provato dalla distanza, che Spillabotte non ha problemi a controllare. Passano una manciata di minuti e qui la partita comincia a cambiare, col vantaggio dell’Astrea. Al 22’ calcio di punizione dalla sinistra, palla che viene battuta corta per Amico che dallo spigolo dell’area controlla e fa partire un destro a giro che i nostalgici definirebbero “alla Del Piero”: palo e gol con Alfieri che può solo guardare il pallone andare in rete.

Ma l’Unipomezia non ci sta e infatti la reazione è immediata, passano appena 4’ minuti infatti e Delgado inventa per Piro con un gran pallone filtrante: ingenuo Cruciani che, cercando di difendere il pallone, allarga il braccio e stende l’esterno pometino. Rigore sacrosanto che viene tirato dall’esperto Delgado con Spilabotte che tocca il pallone calciato alla sua sinistra ma non riesce a evitare di raccoglierlo in fondo al sacco. 1-1.

Poco dopo è ancora l’Unipomezia a farsi pericolosa, con Piro che è una spina nel fianco per la difesa dell’Astrea: contropiede e tiro in porta su cui Spillabotte fa ottima guardia e devia in angolo. Che non viene gestito bene e permette all’Astrea di ribaltare il fronte d’attacco e far arrivare il pallone ad Amico, uno dei più frizzanti nella prima metà di gara: il potente tiro di sinistro finisce alto. Stesso risultato per Di Curzio poco dopo, che non riesce a tenere il pallone basso e a battere Alfieri. Nessun altro sussulto in questo primo tempo, che si conclude in parità.

Secondo tempo –Al 10’ la prima occasione. Larosa ruba palla nella metà campo pometina e serve Bonavolontà che trova Di Curzio: ottimo controllo ma conclusione che lascia a desiderare. Palla alta. 31′: qui arriva la svolta della partita. Calcio di punizione dalla difesa per l’Unipomezia, lancio lungo che arriva nel cuore dell’area dell’Astrea e soprattutto tra i piedi di Massella, bravissimo a incunearsi nell’area di rigore e a coordinarsi sul pallone a mezz’aria mentre ancora rimbalza. Tiro forte di mezzo esterno sul palo di Spilabotte che forse ha qualche responsabilità di posizionamento e nulla più. Ma il gol rimane ed è bellissimo.

Nei minuti seguenti l’Astrea ha due occasioni per pareggiare che però non vanno a buon fine: prima con una rovesciata “scolastica” di Di Curzio ma il tiro è troppo debole e centrale, per impensierire Alfieri. Poi con Cruciani che da buona posizione sciupa tutto calciando alto.

Al 50’, allo scadere del recupero, il gol che chiude i conti: perfetto break a centrocampo da parte di Palermo, che da motorino vecchio stile prende palla e avanza centralmente facendo partire un bolide rasoterra dai 25 metri che Spillabotte devia ma non abbastanza da evitare che vada nell’angolino e quindi 3 a 1 per i pometini. I giocatori pontini raggiungono la Lupa Frascati in testa alla classifica ma con il turno di riposo già osservato. L’Astrea esce sconfitto ma a testa alta, consapevole delle proprie qualità ma anche di dovere essere più cinica, sottoporta.

Una bella partita, una di quelle che diverte sempre gli spettatori, a prescindere dal risultato.

Francesco Liotta

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