IN RICORDO DEL PRESIDENTE

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IN RICORDO DEL PRESIDENTE

Scrive per noi il collega designato Addetto Stampa della prima edizione contemporanea della Nuova Tor Tre Teste, tra i massimi esperti di settore giovanile. Fu Antonio Di Bisceglia, a volerlo di fianco, con una regola che dovrebbe avere e mostrare parecchia gente, nel Lazio: l’imparzialità…

 

Ci sono, nella vita, quelle notizie che non vorresti mai ricevere: ma purtroppo in questi ultimi mesi ne sono arrivate fin troppe.

L’ultima, in ordine di tempo, mi ha fatto trasecolare dalla sedia, tornare indietro di alcuni lustri e soprattutto aprire, nella mente, il cassetto dei ricordi. Chi era per me, il Presidente Antonio Di Bisceglia?

Credo non bastino poche righe di un maledetto computer, per ripensare a Via Candiani, e alla prima volta che ho varcato il cancello di quello che allora era un impianto ancora da divenire, rispetto al magnifico centro sportivo che è oggi.

Ero andato lì perché tramite il giornale per cui scrivevo allora fui mandato a parlare con il Presidente del Gruppo Sportivo Nuova Tor Tre Teste, impegnato nella ricerca di un addetto stampa dall’animo del  cronista.

Bastarono poche parole ed una stretta di mano, con lui, Antonio Di Bisceglia, per capire che persona avessi di fronte. Un Uomo di Calcio, quello vero, quello che piaceva anche a noi, un Professionista – come peraltro poi scopri lo fossero anche Paolo Fiorentini, Massimo Testa e pochi altri – in un mondo di Dilettanti e soprattutto pieno di “cazzari” pronti a spacciarti l’immondizia per oro colato.

Con lui e grazie a lui ho vissuto anni indelebili, incancellabili, immarcescibili, fatti ancora di poche vittorie, a livello regionale e nazionale, ma sicuramente pieni di grandi emozioni. Grazie a lui ho avuto modo di conoscere e apprezzare allenatori di valore e spessore.

Con il tempo siamo diventati amici, io e diversi tecnici. Ma ho anche visto giocatori che sarebbero poi esplosi in tutte le categorie: dall’Eccellenza fino allaSerie A.

Beh, lui, Antonio, era sempre pronto, a “cazziarti”, se qualcosa non lo riteneva fatto bene. Ma sapeva riconoscere l’impegno e la professionalità di chi aveva scelto tra i suoi collaboratori. Difesi alla stregua, dinnanzi a tutto il mondo esterno alla sua porta e a quella linea di ingresso.

Sono stati 5 anni in cui ho imparato, molto, sul piano umano e professionale, da una Grande Persona. Peraltro sempre presenti sul Campo sì, ma senza mai mettere bocca o interferire sul lavoro degli altri. Fermo restando che ne avrebbe avuto sia i titoli che i meriti, per farlo. Oltre alla serietà mostrata nel suo lavoro e nelle relazioni lavorative con chi partecipava, all’organizzazione delle compagini sportive da mandare in giro. Quando le nostre strade si divisero per alcune mie scelte lavorative, non ho mai smesso, di tifare per i Rossoblù. E quando ho potuto sono tornato lì, sulla Via Prenestina, per ammirare le gesta di quella società e delle sue squadre, ormai diventate costanti protagoniste in ogni categoria, da noi, nel Lazio, come a livello italiano

E il merito di tutto questo, anche se da tempo le redini della Nuova Tor Tre Teste sono passate a suo figlio Alessio, è in grandissima parte merito di un uomo autentico, sincero, vero. Che ha saputo trattare tutti noi sempre e comunque come fossimo suoi Figli, quasi mai, semplici Collaboratori.

Ciao Presidente, è stato prima un piacere e poi un onore, conoscerti. E lavorare per te……

Cesare Lamonaca

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