UniPomezia, ci vuole un volo di Massella, il 12°, per andare ai play-off

L'Indomita ha fatto onore al campionato e al suo nome, alla sua giovane ma prolifica storia: cosa avrebbe dovuto fare, in cambio? Nel finale episodio dubbio: arbitro vicino...

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UniPomezia, ci vuole un volo di Massella, il 12°, per andare ai play-off

L’Indomita ha fatto onore al campionato e al suo nome, alla sua giovane

ma prolifica storia: cosa avrebbe dovuto fare, in cambio? Nel finale episodio dubbio: arbitro vicino all’azione…

 

INDOMITA POMEZIA-UNIPOMEZIA 0-1

Indomita: Nana, Laharach, Giacoia, Gentili (53’ Alessandro Del Grosso), Oliva, Mastrogiovanni, Battaglia, Bacchiocchi (72’ Ferrari), Di Canio, Medei (39’ Catracchia). A disp. Fontana, Giusti, Andrea Del Grosso, Campo, Cavallaro, Porcarelli, Ferrari. Allenatore: Aiello.

UniPomezia: Beccaceci, Ronci, Marini, Ilari, Panini, Porzi, Palermo, Ramceski (77’ Suleman), De Marco (68’ Piro), Massella, Rossi (84’ Delgado). A disp. Alfieri, De Nicola, Marchi, Pacenza, Pecci, Valle. Allenatore: Foglia Manzillo.

Arbitro: Sig. Andrea Paccagnella di Bologna (7,5). Assistenti Arbitrali: Leonardo Degli Abbati (8) e Alessio Corsini di Roma1 (8).

Rete: 1’ s.t. Massella.

Note: ammoniti Medei, Giacoia, l’allenatore locale Aiello, Beccaceci. 250 spettatori circa, giornata primaverile con apprezzabile vento.

Dall’inviato a Selva dei Pini, Pomezia (Roma)

L’UniPomezia vince di misura a Selva dei Pini e stacca il biglietto per i play-off, che a breve vedranno la formazione di Valter Valle e Mister Antonio Foglia Manzillo opposta al Real Monterotondo Scalo e a una tra la Tivoli, favorita, e il Sora, che solo la matematica, tiene ancora appesa, a residue speranze di continuare a correre direzione Serie D.

Non è stata un’impresa facile perché l’undici ospite ha divorato in almeno due occasioni, anche tre, l’opportunità di chiudere i conti, una volta terminato il primo tempo come era iniziato, a reti bianche.

Il punto decisivo è confezionato dopo nemmeno un giro di orologio, a inizio ripresa, con Porzi che confeziona un pallone, per via aerea e morbido, per Massella, che di precisione più che di potenza, con uno stacco imperioso, manda alle spalle di Nana, preso in controtempo.

La cronaca – Avvio gagliardo con le squadre di Aiello e Foglia Manzillo corte. La prima iniziativa arriva dopo un quarto d’ora: sponda di Massella per l’avvio della verticalizzazione, Porzi-Rossi-Porzi con il piattone destro del pronto numero 19 rosanero che termina alto di poco, e Lana proteso a eludere ulteriori guai.

La replica è frutto di uno scatto individuale, di Giacoia, che, giunto sul fondo, mette la palla davanti all’area piccola con la difesa dell’UniPomezia che, con ordine, freddezza e geometria, riesce a uscire con disinvoltura dai propri 16 metri.

Il secondo tentativo matura al 18’. Palermo per De Marco che di testa manda il pallone sul fondo.

La trama più consistente in profondità arriva al 42’: Palermo-Ramceski tiro di interno destro rasoterra di Massella strozzato che finisce sul fondo. Prima dell’intervallo (45’) Palermo ci prova personalmente, di forza, dai 24 metri, con il tiro a mezz’altezza che costringe Nana a un gran balzo sulla sinistra; il prezioso cuoio scagliato dal forte centromediano finisce, di pochissimo, fuori. Brividi, e tanti!

Al primo dei 3’ di recupero una rapida girata di Massella è chiusa all’attimo della battuta da Mastrogiovanni con l’aiuto di Oliva.

L’episodio che determina il 1° posto finale arriva dopo 50 secondi dal fischio d’avvio della seconda parte. Dalla sinistra Porzi spedisce un signor pallone appena prima dell’area piccola, con un prepotente e imperioso stacco di Massella che manda il pallone, in misura e direzione precisa, con un piccolo rimbalzo beffardo prima della fatidica linea bianca, all’interno della porta di Nana, sorpreso dalla giocata acrobatica e dalla sua efficacia. Grandissima esultanza di tutto il pubblico di fede UniPomezia, dal presidente Valter Valle a tutti i suoi sostenitori e “fragorosi” dirigenti…

E’ lo 0-1 che ricaccia il parziale maturato al “Mario Tobia” di Roma, dove, nel frattempo, la Lupa era andata al riposo sul 2-0 ai danni del Campus Eur, che riapriva in apertura di ripresa. Ma che veniva (1-3) ricacciata indietro dopo soli 120”.

Il 28° gol dell’UniPomezia era quello decisivo, ed è stato il 12° gol segnato da Massella, troppo presto dimenticato, da altre piazze e dai loro esperti di grande Calcio.

La reazione dell’Indomita, in nome omen, è ammirevole: al 7’ Bacchiocchi spedisce un pallone prolungato centralmente da Catracchia, il generoso Gentili, per provare la botta da spedire sotto la traversa, si stira (o addirittura strappa?) e deve uscire dalla contesa con la sfera che termina alta da buona posizione. E’ l’occasione più rilevante, della realtà che solo due anni fa, era in 1° Categoria. E di quel gruppo, in campo, ce n’erano ben 6. Applausi.

Ramceski saggia i riflessi di Nana sul primo palo, con il portiere che para accartocciandosi. Situazione normale. L’Indomita costruisce con una buona torre di Giovanazzi per Catracchia il cui sinistro al volo esce non lontano, dal bersaglio grosso. Preoccupazioni serie, per l’UniPomezia, due volte, in pochissimi minuti.

La squadra ora tornata in vetta si divora il 2-0 al 24′: calcio d’angolo perfetto di Piro (appena inserito in luogo di De Marco), irritabile Ilari che, da eccelsa posizione, manda la palla di un niente al di sopra del montante orizzontale, tra le imprecazioni di chi è in tribuna a tifare UniPomezia.

Ronci va vicino al gol con un tiro dal limite, alzato, anche questo, sulla traversa. Al 25′ grande rovesciamento di fronte di un rapido Piro, che salta tre avversari con una stupenda percussione centrale. Passaggio forse tardivo per Ramcesky che tira altissimo, a mo’ di touche nel Rugby, suscitando, questa volta, le ire, dei suoi stessi dirigenti.

Non ci saranno altre occasioni se non la sofferenza della prima in graduatoria, la bella UniPomezia, adesso stanca e impaurita. Che si caccia nei guai per un intervento di Palermo sull’asse Giacoia e Battaglia con un giocatore di casa che subisce un gioco pericoloso davvero insidioso. Il direttore di gara è vicino, all’azione, di certo più di noi, anche se i dubbi restano, nella concessione, immediata, del calcio d’angolo.

E se il Signor Paccagnella ha risparmiato due cartellini gialli per ruvidi e scontrosi interventi, di Bacchiocchi, prima che cedesse il posto in campo a Ferrari, e Marini, maltrattato in precedenza dal numero 8, va detto che ha permesso palesemente delle perdite di tempo a Beccaceci, prima di ammonirlo, per le (diverse) perdite di tempo mostrate.

Ma, tolto l’episodio della gamba tesa, due sole occasioni dell’Indomita non sono da portare a raffronto con la naturale, giustificata, maggiore mole di gioco e di situazioni offensive messe in piedi dalla vincitrice del raggruppamento. Che ha meritato oggi. E ha meritato, di andare avanti, se guardiamo ai 28 gol all’attivo, i 6 subìti, contro i 19 complessivi della Lupa segnati, e i 7 incassati. Il confronto diretto ha raccontato di un golletto di differenza, e di un solo punto in graduatoria. Tante volte basta ciò, a determinare il senso di una stagione. Senza nulla togliere a diverse considerazioni: l’UniPomezia, dopo due immensi sorrisi nella Coppa Italia regionale, prima a riuscire nell’impresa, dopo un lustro, ha facoltà e possibilità, di ascendere di categoria. La Lupa saprà costruire, per crescere. Ci vogliono tempo, pazienza. scelte. Se precise, meglio.

 

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