La gestione del fisico per uno sportivo? Non è uno scherzo…o peggio una scorciatoia

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Preparazione atletica sportiva allenamenti consentiti e non consentiti

La ricetta e la strada giuste? Sempre verso

una unica direzione: lavoro, lavoro, lavoro

Per la mente come per il fisico e tutte e due insieme

 

a cura del Dott. Ferdinando Copernico Valgiusti*

 

Per chi fa sport è necessario un allenamento metodico, che preservi il corpo, nel suo sviluppo come nel tempo. Tutto questo oltre ad un fisico con una disponibilità sensoriale-temporale o visiva e una capacità motoria da tenere dentro, le regole. Non al di fuori.

I fattori di cui lo sportivo deve tenere conto sono: la preparazione atletica, la disciplina, la dieta priva di alcool e di calorie inopportune. Una  mente sciolta da stress, problemi giornalieri, e da esagerate prestazioni sessuali. Tutti elementi idonei a ottenere e permettere una continuità nelle esibizioni agonistiche. Che sono apprezzate dal gruppo sportivo, dalla compagine, dalla società di cui lo sportivo fa parte.

Non vi è dubbio che sia necessaria una capacità motoria innata, dedita alla fatica e al sacrificio. Con l’organismo che richiede orari di riposo stabiliti, evitando notti insonni o ansie. Sono tutte situazioni che, se ignorate, diventano capaci di togliere una sicurezza cognitiva e di riflessione.

La forza nei polmoni, nella mente. E l’insidia assoluta: il doping o forme similari

Il tipo di allenamento prolungato nelle ore giornaliere può richiedere l’introduzione di elementi consoni e complessi vitaminici adatti e assimilati a ridurre la fatica.

Chi pratica sport, professionistico o per diletto non importa, sa bene quanto elevato sia, il prezzo di tutta questa fatica.

Per rinforzare l’apparato muscolare, l’atleta mette a seria prova il sistema di respirazione che, con appositi esercizi, diventa stabile. Consapevole. Sereno, anche sul piano mentale, nel rapporto con lo sforzo atletico, fisico.

“L’altra strada”, la contromisura, sarebbe quella di scivolare su sostanze eccitanti, non legali. Taluno fa uso di sostanze   stupefacenti finché non viene “pizzicato” risultando positivo ai test.

Alcuni gruppi sortivi, nel Calcio, come nel Ciclismo o in sport vari, sottopongono i loro tesserati, alternativamente al doping “classico”, a terapie quali la tenda ipobarica. Che, disponendo di ossigeno ridotto, programma situazioni simulate ad altezze di duemila o tremila metri d’altitudine.

La tenda ipobarica presenta delle condizioni d’aria rarefatta dell’ossigeno per far fabbricare più globuli rossi e più ossigeno stesso, all’interno dei muscoli. Tutto per creare una minore concentrazione d’ossigeno.

La tenda ipobarica riduce la fatica dei muscoli. Che sembrano perdere il  senso di stanchezza. E permettono una resistenza esagerata a svantaggio di coloro che attuano una “normale” e corretta preparazione e pratica sportiva.

In quel frangente i muscoli, a quel punto diventati instancabili, sono “aiutati” dalle relative alterazioni. Questo è una sorta di “effetto dopante”.

Tale pratica è vietata nel nostro territorio e permessa (!) in Belgio, in Spagna, in Portogallo, in Inghilterra.

I praticanti sportivi che ne fanno uso vanterebbero una grossa capacità. Un notevole vantaggio che consente di disporre di una innaturale resistenza e forza sportiva.

Tanto da creare un notevole divario sui colleghi, sebbene dopo varie settimane il loro fisico ceda comunque, in una fase di stanchezza muscolare fisiologica. Presentando una  ridotta predisposizione ad una lunga carriera sportiva. La longevità agonistica cozza, contro le “rosee” e iniziali previsioni di una pratica da ritenere tutt’altro che “lineare”.

Alcuni giocatori di Calcio o sportivi che ne fanno impiego, riescono a trovare un equilibrio psicofisico con una preparazione capillare di allenamento o alimentare tanto da resistere, nel tempo. Per poi ritirarsi ai primi segni di stanchezza o ridotto stimolo cognitivo. O di fiducia  personale.

Riflettendoci bene… Tanti ragazzi, vorrebbero diventare dei grandi sportivi, naturale aspirazione. E il confronto con coloro che sono più dotati sul piano strutturale e perché no?, tecnico, fa la differenza. Tra la scelta di impegnarsi o quella di desistere, da un allenamento massacrante  giornaliero.

La testa e la volontà indicano la scelta unica, da percorrere. Quella della SALUTE. Che non permette leggi alternative differenti dalla strada del sacrificio, e della costanza di rendimento. Nulla di diverso.

 

  • = Medico.
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